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SL interpreters and quality control. What laws can we rely on?

L’interprete LIS e la garanzia di qualità: cosa dice la legge.

 

Con la crescente attenzione al tema dell’accessibilità per le persone sorde e l’implementazione dei servizi di interpretariato in lingua dei segni, emerge sempre più la questione di come garantire un servizio di qualità all’utenza nel rispetto della professionalità di chi eroga il servizio.

 

La professione dell’interprete di lingua dei segni, nella sua peculiarità che ne espone l’immagine all’utenza, porta spesso ad associare al prodotto dell’interpretazione, che rappresenta il servizio in sé, all’immagine personale che diventa maggiormente esposta a esternazione di richieste, critiche e rimostranze. 

 

La qualità del servizio rappresenta un diritto per l’utenza e la legge mette a sua disposizione uno strumento importante: lo sportello del consumatore. Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta: la Legge n°4 del 14 gennaio 2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi, all’articolo 2.4 specifica che le associazioni dei professionisti si dotano di uno strumento attraverso il quale la committenza (ossia chi commissiona il servizio al professionista) può chiedere all’associazione di cui il professionista fa parte a) di dirimere un contenzioso con il professionista stesso, b) informazioni relative all’attività professionale dell’interprete di lingua dei segni in generale, c) informazioni relative agli standard qualitativi che l’associazione richiede ai propri iscritti. Purtroppo constatiamo spesso che la corretta esposizione di tali opinioni non trova riscontro nelle modalità attuali utilizzate dalla maggior parte dell’utenza: assistiamo a veri e propri tribunali mediatici che si scatenano sui social networks, il più delle volte alimentati da una pesante disinformazione sui fatti, ma che non risponde né all’esigenza di chiarimento per chi sporge la lamentela su un servizio, né si mostra rispettosa del diritto del professionista di dirimere la questione nei termini di legge.

 

Il fatto che un’associazione di categoria professionale sia dotata per obbligo di legge di uno strumento come lo sportello del consumatore rappresenta evidentemente un’ulteriore garanzia di vigilanza sulla qualità del professionista iscritto, sancita anche dall’obbligo per lo stesso di curare la propria formazione continua, sempre ai sensi della Legge n°4, e dalla sussistenza di precisi requisiti di ingresso stabiliti da statuto e regolamento pubblici e da una prova d’arte valutata da una commissione esaminatrice.

 

Con queste premesse, ANIOS esprime il proprio dissenso rispetto a quanto affermato dal Presidente Nazionale ENS Giuseppe Petrucci nel video comunicato pubblicato sulla pagina Facebook di ENS Nazionale, nel quale annuncia che in sede di tavolo tecnico sull’accessibilità dei programmi RAI, ha proposto di istituire una sorta di votazione da parte degli associati ENS sui professionisti che erogano il servizio sulle tre reti nazionali e che questa operazione abbia validità ai sensi della scelta dell’uno o dell’altro professionista.

La prestazione professionale di un interprete non deve essere sottoposta ad un processo sommario che ha più a che vedere con l’opinione personale dell’utente che non con criteri oggettivi di valutazione; troviamo alquanto fuori luogo che sia stata fatta una simile proposta al servizio pubblico nazionale di informazione e ci auguriamo che la dirigenza lo soppesi con la cautela dovuta e non lo accolga.

ANIOS come sempre è a disposizione per concertare eventuali percorsi di valutazione più adeguati e consoni alle esigenze dell’utenza e della committenza, ma nelle sedi opportune.

Per il video comunicato, vai alla sezione VIDEO/Comunicati, oppure al seguente link:  http://www.anios.it/it/Video&cat=336